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giovedì 11 aprile 2013

Italia vs Paesi Bassi #5 e #6

Scene di ordinaria follia sulle strade olandesi...
#5: Lungo una ciclabile a Veldhoven, pochi chilometri a sud di Eindhoven, due poliziotti su scooter fermano un ragazzo con un motorino che si trova contromano sulla pista (precisazione dovuta: qui i motorini tarati per non andare oltre i 30 km orari devono camminare sulle ciclabili, e non c'e' obbligo del casco per chi li guida).

domenica 11 novembre 2012

Italia vs Paesi Bassi #4

Formaggio "italiano"
Tutto il mondo è paese...
Al mercato settimanale di Eindhoven, nel banco dei formaggi, ho trovato questo cartello: in apparenza, sembra un'iniziativa di tutto rispetto ("Aiutatiamo l'Italia", da 25 a 10 euro al chilo). In realta', il formaggio "tipo parmigiano reggiano" è francese.

mercoledì 17 ottobre 2012

I Am Rude - #3

Come far contento un olandese? NON LO SO! Stamattina sono andata dal fornaio - uno dei posti che amo meno al mondo - e ho ordinato il pane in olandese, compiendo un bello sforzo. E ho pensato: "Cosi' saranno contenti, sto provando a parlare la loro lingua". Ecco, mi sbagliavo: una signora, nel negozio, mi ha guardata con sufficienza e ha detto: "Non serve, tanto qui tutti parlano inglese". Allora ditelo...

lunedì 15 ottobre 2012

Italia vs Paesi Bassi #2

Cosi' pero' sembra quasi che io tifi per l'Italia... Ma devo raccontarvi, o lettori semi-immaginari, uno dei drammi di Eindhoven: andare in stazione con un passeggino. Una nazione cosi' civile e bla bla bla non ha gli ascensori che portano ai binari. E i suddetti binari si trovano al piano superiore. Per cui o ci si carica il passeggino in braccio, o si aspetta un aiuto caritatevole, oppure si violano palesemente i cartelli e si porta il passeggino sulle scale mobili. Ma sono per andare ai binari. Perche' non ci sono le scale mobili per tornare alla stazione.

venerdì 7 settembre 2012

Andare dal medico nei Paesi Bassi. E non ricevere aiuto

Stavolta, il post parte da una nuova prospettiva: non la solita (in Olanda* si vive bene e tutto funziona), ma da un nuovo punto di vista. E cioe': ci sono cose che funzionano meglio in Italia che in ogni altra parte del mondo. Esatto! Mi riferisco al nostro bistrattato (ma mai cosi' tanto apprezzato) sistema sanitario nazionale, o SSN. Come sempre, quando le cose le hai, non ti accorgi del loro valore. O lo dai per scontato. Poi quelle stesse cose ti mancano, e ti accorgi della differenza. Ma procediamo a piccoli passi.

giovedì 6 settembre 2012

Fare la spesa nei Paesi Bassi

Ricordo ancora, con qualche tremore, il primo giorno in cui sono entrata in un supermercato a Eindhoven. Cercavo di rassicurarmi e fare training autogeno dicendomi che un paese cosi' colto e aperto alle lingue avrebbe avuto le etichette scritte almeno in inglese. Ecco, mi sbagliavo. Dopo aver imparato alcune parole chiave (senza glutine si scrive glutenvrij, grano e' tarwe, pollo e' kip), mi sono affidata a quel pochissimo francese che conosco e alla sua somiglianza con l'italiano per capire. Un giorno ho portato a casa una minestra - senza glutine - e solo quando l'ho aperta ho scoperto che si trattava della famosissima Erwtensoep, ovvero la zuppa di piselli con carne, piccante e affumicata. Immangiabile!

sabato 25 agosto 2012

La (dis)educazione dei bambini in Olanda - part 5

Eureka! Alla fine ho trovato un asilo per il mio bambino. Ovvero, un posto dove mi sento sicura di lasciare il mio prezioso tesoro, fosse anche per poche ore a settimana, in mano a dei completi estranei. La scelta e' ricaduta su Korein Kinderplein, vicinissimo a casa. Ero stata a parlare con il responsabile dei bambini dai 4 anni in su a marzo (qui il resoconto), ed ero rimasta colpita dalla loro serieta' e varieta' di approcci allo sviluppo del bambino. Dopo aver sbrigato le pratiche burocratiche (uno dei problemi dei Paesi Bassi...), sono andata nuovamente a parlare con i responsabili della scuola. La gentilissima Vivian (tra l'altro anche bella!) mi ha fatto fare il giro della scuola e mi ha mostrato la classe dove sarebbe andato Leonardo, oltre a presentarmi le maestre, due giovani ragazze sorridenti e gentili.

Tutto stabilito, ho atteso con ansia il primo giorno. Che, puntualmente, e' arrivato. Giorni prima avevo iniziato il training autogeno (per me, soprattutto), dicendo a Leonardo che sarebbe andato a scuola, che avrebbe conosciuto nuovi bambini, che si sarebbe divertito, che avrebbe imparato tante cose--la piu' importante, l'olandese-- e che la mamma, alla fine delle 3 ore, sarebbe andata a prenderlo puntuale. Gli ho spiegato altre volte come sarebbe stata la sua giornata, sperando in un primo giorno sereno per tutti.

mercoledì 22 agosto 2012

I Am Rude - gli olandesi e gli stranieri part 2

Al banco degli autobus, stazione di Eindhoven. Ho bisogno di caricare la carta Hermes, per ottenere sconti sui viaggi in autobus. Entro con mia nipote, 10 anni, bellissima. Ci avviciniamo al banco, il commesso ci dice qualcosa in olandese e io rispondo, in inglese, che non parliamo la lingua. Immediatamente ribatte: "E perche' non la studiate?". Mia nipote, che non capisce bene l'inglese, sorride imbarazzata. Al che' l'addetto aggiunge: "Almeno sorride".

Ho capito. Devo solo diventare carina, cosi' gli olandesi maleducati, convinti che tutti debbano imparare a parlare la loro lingua (tra l'altro, abbastanza complicata, e, tra l'altro, senza chiedersi da quanto tempo si risiede nei Paesi Bassi) la smetteranno di rispondermi male. Basta poco.

venerdì 27 aprile 2012

Quiz Night - Out with the Girls

Life's not only looking after my son, do the shopping, do my housework, cook, try to survive to all of this... I also need some time out with friends, a laugh (or more than one, maybe!) and maybe a glass of wine! So, when my friend Brandi asked me if I wanted to go out for a Quiz Night I was thrilled. And as my husband said he wasn't supposed to save the world for that particular night (well, we're always looking at the sky to catch a glimpse of the emergency bat-shaped call  from Gotham City, but THAT is an entirely different matter) I was filled with joy! A night out, three long hours without checking for Leonardo, without worrying about tantrum, dinner, going to bed, but only FUN!

So I went to the Carousel, a restaurant in downtown Eindhoven, where every Thursday there's the Quiz Night, and looked for Brandi. I found her with Allyson and Danette, and then Danica came. We were the team "From Venus", but mostly we were from Italy, Usa and Ireland! A nice, well-assorted group of ladies and moms.

giovedì 19 aprile 2012

Tips for Expats in Eindhoven

Moving is never easy, especially when your country of origin is far away and you find yourself in a different environment, with different timetable and habits. The very first thing I noticed since I moved in Eindhoven was: Where do they do the shopping? I surfed the net for clues, but only in English, so I couldn't find much. Then I bought a Dutch-English Dictionary, and try to figure out (with the precious help of Google Translator) where markets where. I am lucky, though, because my brother-in-law lived nearly 10 years in The Netherlands, so he is a constant source of valuable information. 

But I was much more luckier than that because I have joined the International Women Club of Eindhoven. Found it before leaving Italy, it made me feel like I had a distant friend there waiting for me. Well, the truth is that I fund friends there, loaded with kindness, life history, suggestions, but most of all friendship. Which is something you have to be lucky to find. And I did.


La (dis)educazione dei bambini in Olanda - part 4

The (Mis)education of Children in The Netherlands - Part 4

If you ask what is the typical Dutch habit, mostly everyone will answer: You need to ask them exactly what you want. Well, at the beginning I simply couldn't believe it. If you want to be a teacher, than you have to know what you have to do, and not wait for others to tell you. Same thing for any other job in the world. But not, apparently, for the workers at the creche where I took Leonardo in March. The experience was so bad, so unbelievable, that I thought I could never understand the "Dutch Way". 
Then, I tried again.

I took Leonardo to the same place, at the creche (daycare, in Dutch) of a thermal station close to Eindhoven. With my hearth pumping, nervous from head to toe, and nearly shaking (inside), I went to speak to one of the worker. And this time she was listening. Carefully. To every word I said. Please, give Leonardo his food, then he can eat all alone. Please, change his nappy around 11, just before lunch. If he cries, he can have some cookies. And please, help him with the straw, or else he won't be able to drink his juice. Then went. He was playing peacefully.

martedì 17 aprile 2012

I Am Rude - gli olandesi e gli stranieri

Credo che, al mondo, solo noi italiani siamo cosi' tanto esterofili da perdonare a tutti l'incapacita' di esprimersi nella nostra lingua. Al di la' delle Alpi, infatti, ognuno vuole che si parli nel proprio idioma. E basta.
Gli olandesi non fanno eccezione. Ovviamente, se si spiega che si e' in Olanda da poco, o che si sta studiando, o si provano a dire due parole (anche mal pronunciate), di solito l'interlocutore capisce e si adegua. Se poi si dice "mi spiace, non parlo l'olandese" invece che parlare direttamente in inglese, allora si predispone meglio la persona verso di noi. Di solito. Ma non sempre e' cosi'.

Nel negozio DHL a Eindhoven.
Io: Hallo, I'm SORRY I don't speak Dutch.
Il proprietario: You live here, so why don't you learn it?
Io: I'm here since two months, can you forgive me? (Cercavo di essere sarcastica...)

sabato 14 aprile 2012

La (dis)educazione dei bambini in Olanda - part 3

Terzo round con gli asili in Olanda. Non si ferma la mia ricerca di un posto in cui poter lasciare, per tre ore al giorno, e per qualche giorno a settimana, la mia bestiolina ombrosa. Trattandosi della persona piu' importante nella mia vita, e' ovvio che cerchi il posto migliore per farlo giocare in tutta serenita' e tranquillita'. E considerando che tutto si svolgera' in olandese (lingua che lui, per ora, non capisce), e che Leonardo e' abituato a passare insieme a me gran parte della giornata, voglio essere sicura di lasciarlo in mani sapienti, evitando al massimo traumi e dolori. Per lui e per me. 

Appena arrivati, Leonardo si mette subito a giocare con quello che trova (alla sua eta' e' ancora difficile intrattenere rapporti con gli altri bimbi), ma tutto si svolge bene. Io parlo con la maestra, lui si diverte a costruire torri di costruzioni che poi, immancabilmente, distrugge. Tutti i bimbi presenti sono piu' grandi di Leonardo, ma le classi sono miste. Gentilmente, la maestra mi spiega come si svolgono le giornate, quali sono le attivita' per i bambini e come si cerca di farli partecipare attivamente alla routine giornaliera dell'asilo. Intanto, Leonardo e' entrato dentro una casetta di legno e si diverte a chiudere e aprire la porta. Ma come attirati dalla piccola preda, quattro bambini si mettono dall'altro lato della porta e gli impediscono di aprirla. Lui la prende con filosofia, gioca e poi si distrae cercando altro. E' evidente, pero', che ai quattro bimbi questo non va bene. Gli si mettono intorno e gli tolgono, a turno, tutti i giochi che lui riesce a prendere. Ma, sempre con estrema nonchalance, Leonardo si gira e cerca altro. A un certo punto, due di loro si dicono qualcosa, e mentre uno blocca il mio bimbo a terra, l'altro lo prende a calci. Le maestre, serafiche, non intervengono (poco prima una delle due tirocinanti aveva sedato una rissa tra due bambini, ma solo dopo il pianto). Io, a quel punto, parlo. E dico NO nella direzione dei bambini violenti che, ovviamente, capiscono il tono delle mie parole e si fermano. A quel punto, e SOLO a quel punto, la maestra che parla con me dice qualcosa alla tirocinante.

On The Lighter Side - Torta alla carota

Torta senza glutine alla carota, con ananas e cocco
Ieri sera sono andata a giocare alla Loteria Mexicana con le mie amiche internazionali di Eindhoven. Trattandosi di una potluck dinner, ho portato una torta alla carota, sempre e rigorosamente senza glutine. Il risultato e' ottimo, perche' questa ricetta - oltre a non contenere burro - ha il pregio di essere molto morbida e umida, grazie all'aggiunta di due ingredienti che piu' segreti di cosi' non si puo': la farina di cocco e l'ananas.
Enjoy ;)

lunedì 9 aprile 2012

Asilo nido, questo sconosciuto.

Mentre la mia bestiolina ombrosa dorme (eheh!), mi metto al lavoro sulla ricerca dell'asilo nido, o childcare. 
Allora, per prima cosa noi non rientriamo tra le famiglie che possono ricevere aiuto dal governo in questo campo. E va bene, e' giusto cosi'. Ora che il problema della casa e' risolto, e' ora di trovare un asilo. La bestiolina comincia a parlare ora, e quelle poche cose che dice le esprime in italiano. Ovvio. Pronuncia anche qualche parolina in inglese (da quando e' piccolissimo ha visto solo cartoni nella sacra lingua di Albione). Visto che siamo a Eindhoven, ci piacerebbe che potesse imparare olandese e inglese. Piu' l'italiano. Troppa confusione? Probabile, ma se rimarremo a vivere qui Leonardo dovra' poter socializzare con amichetti olandesi, oltre che inglesi. E visto che nessuno parla olandese in casa, abbiamo bisogno del nido. Cosi' che anche io possa avere tempo per studiare questa difficilissima lingua.

sabato 7 aprile 2012

Andare dal medico in Olanda. Huisarts in Nederland - part II

Nella sala d'attesa del mio medico
Sempre a soppesare pro e cons... Allora, in queste settimane sono stata spesso dal medico (nulla di grave). Ma andare dal medico con un bimbo e' tutta un'altra storia.

Chi tra voi, lettori sconosciuti, e' mai stato in un luogo come la sala d'attesa di uno studio con un bambino piccolo sa di cosa sto per parlare. Appena entrati, tutti si girano, di solito perche' il bambino in questione urla. O si lamenta, o fa dei versi, o piagnucola perche' preferiva di gran lunga essere da un'altra parte, piuttosto che qui. 

Andare dal medico in Olanda. Huisarts in Nederland - part I

Trovare un medico generico in Olanda non e' semplicissimo. Per via della burocrazia, della documentazione richiesta e, per gli expat come me, per via della lingua. Incomprensibile, per ora. 

Per prima cosa, bisogna essere registrati presso un comune olandese, il che prevede avere un contratto di affitto (o i documenti del mutuo per l'acquisto di una casa). Poi e' necessaria un'assicurazione sanitaria (la base costa circa 100 euro a persona al mese, e copre le visite dal medico generico, i ricoveri in ospedale e le analisi del sangue di controllo). A questo punto, bisogna cercare un medico, o un centro medico che abbia, possibilmente, anche una farmacia di riferimento (ma quest'ultima non e' una decisione obbligatoria). Importante per gli stranieri e' sapere se le receptionist (in grado di gestire problemi medici lievi) siano in grado di capire l'inglese, cosi' come i medici (quasi tutti in Olanda parlano un buon inglese). Poi in quali orari si puo' essere visitati, e come vegono gestite le urgenze. Se si hanno amici che abitano nello stesso quartiere, e' bene chiedere ulteriori informazioni. 

lunedì 19 marzo 2012

On The Lighter Side - Torta paradiso alla crema e frutti di bosco senza glutine

Visto che non si puo' parlare solo di argomenti seri, e vista l'ora (in Olanda hanno gia' mangiato, ma per gli italiani sta per arrivare l'ora di mettersi a tavola), ecco la ricetta per una torta paradiso farcita di crema e decorata con frutti di bosco. Il tutto rigorosamente senza glutine.

Eccola: 300 gr di fecola o di farina (io ho usato quella della FInax della Fibrepan); 200 gr di zucchero a velo; 200 gr di burro ammorbidito a temperatura ambiente; 6 uova intere; 1 bustina di lievito per dolci (io ho trovato quella da 10 gr, credo che in Italia si usi quella da 16 gr); un pizzico di sale. Si sbattono le uova intere con lo zucchero, poi si aggiunge il burro ammorbidito. Poi si setaccia la farina con il lievito e si aggiunge al composto di uova, burro e zucchero. Si inforna nel forno tiepido a 160' per 20 minuti, e poi a 180' per altri 10 minuti.

La (dis)educazione dei bambini in Olanda - part 2

Ovviamente non ci si puo' fare una giusta impressione se si guarda SOLO a un paio di esperienze (piu' o meno negative). Per questo oggi, o lettori immaginari, vi parlero' di un altro lato dell'educazione dei bambini in Olanda. O, almeno, di quello che ne ho percepito io.

Nel pomeriggio sono passata in un asilo/nido/scuola materna (diverso da come lo intendiamo in Italia) per capire che tipo di servizi possono offrire a chi, come me, non ha nessuno a cui lasciare il bambino per qualche ora durante il giorno. Il posto, vicinissimo a casa (veramente around the corner) mi e' sembrato molto accogliente e mi ha colpita la "liberta'" con la quale i bambini presenti (in eta' dai 4 anni in su) potevano giocare, sotto l'occhio attento di alcuni educatori che, pero', cercavano di non intervenire e lasciare fare ai piccoli. Poi ho chiesto informazioni, e un gentilissimo ragazzo mi ha spiegato le funzioni e le specifiche del posto. 

giovedì 15 marzo 2012

La (dis)educazione dei bambini in Olanda - part 1

Ogni cultura porta con se' differenze e aspetti che ad altri possono sembrare assurdi. O fuori luogo. Quello che, finora, mi ha "sconvolta" del sistema olandese e' il rapporto con l'educazione e il trattamento dei bambini. Ora, noi mamme italiane siamo famose nel mondo per il nostro attaccamento morboso ai cuccioli, per le paure che ci portiamo dietro (non prendere freddo, mangia, quello e' sporco, eccetera eccetera) e per il nostro lato da "pezza calda" (definizione di mia madre. Significa, appunto, tendenza a coprire e a proteggere spinta all'estremo). Proprio la settimana scorsa le mie amiche international mi hanno chiesto, tra le risate, di raccontare cosa fa un'italica mamma (siamo famose nel mondo...).